Skip to main content

Il campionato italiano di Borno ha lasciato a Claudia Peretti tanta amarezza, una delusione profonda, ma anche una gran voglia di rifarsi e una “cattiveria” che raramente aveva provato prima. Aveva una gamba super, quella maglia tricolore non le sarebbe scappata. La trappola, in cui sono anche altri concorrenti, è arrivata sotto forma di errore di percorso, quando aveva già ampiamente dimostrato di meritare la vittoria. Nel 2023 il titolo nazionale le era sfuggito per un incidente meccanico, ma uscire di scena così è una batosta difficile da digerire.

Su questo Campionato Italiano avevo puntato tutto. Me lo sono sognato di notte, ci pensavo di giorno, tutto il giorno – scrive nei suoi profili social l’atleta dell’Olympia Factory Team-. Dopo l’infortunio di maggio e l’errore al Campionato Europeo, avevo bisogno di un risultato. Riconfermare la maglia, per me, avrebbe significato tantissimo. Sono stata due settimane a Cervinia da sola, per preparare questa gara. Ho dato tutta me stessa, come mai prima d’ora, per arrivare pronta a questo appuntamento. Le fatiche sono state tante, ma il focus era totale: volevo dare il massimo.

E infatti, domenica mi sono presentata al via nel mio miglior stato di forma. Perché i sacrifici pagano, sempre. È meraviglioso quando ti senti forte, quando tutto viene naturale, quando in gara hai il controllo e sei davanti con un ampio margine. Peccato. Peccato aver sbagliato strada seguendo delle persone che, a loro volta, avevano girato nella direzione sbagliata. Eravamo davanti a due membri dell’organizzazione che stavano fermando il traffico, ma non ci hanno detto nulla, nonostante fosse evidente che stavamo prendendo la direzione sbagliata. Quando ho capito che forse non eravamo più sul tracciato giusto, mi è sembrato di vivere un incubo. Ho urlato ai due ragazzi davanti, alle macchine che ci passavano accanto mentre si spostavano dalla prima alla seconda feed zone. Nessuno ha detto nulla. Così ho percorso 6 km in più. Quando sono rientrata sul percorso avevo oltre 8 minuti di distacco dalla testa della corsa. Ho dato tutto per provare a chiudere il gap. L’ho dimezzato, ma non è bastato per vincere”.

C’è un credito pesante con la sfortuna da riscuotere, l’unico modo è guardare avanti, mettere nel mirino nuovi obiettivi e trovare anche nella sventura una rinnovata motivazione. “Alla fine questo italiano andato male mi ha dato una grande determinazione e un grande morale – afferma Claudia Peretti -. Dopo due mesi tribolati, a Borno ho avuto ottime sensazioni, ho una grande fiducia in me stessa e non vedo l’ora di dimostrare con i risultati a che livello mi posso esprimere”.

Si inizia sabato 12 luglio con la Dolomiti Superbike, a fine mese ci sarà l’Alta Valtellina Bike Marathon, dove sono attesi grandi nomi.  Il 9 agosto c’è la Ischgl Ironbike Marathon, il 30 agosto la Kronplatz King Marathon, poi arriverà l’appuntamento più atteso, il campionato del mondo in Svizzera, alla Gran Raid di Valais, a cui Claudia è molto legata: “E’ una gara che ho nel cuore, l’ho già fatta tre volte e il miglior tempo è quello che ho fatto segnare nel 2022, quando vinsi con 20’ sulla seconda. Spero di ripetermi, magari battendo il mio stesso record. Centrare una medaglia al mondiale è difficile, ma sarebbe sicuramente il modo migliore per rifarmi di tutto quello che è andato storto”.

Altre competizioni nell’agenda di Claudia Peretti sono la Mythos Primiero Dolomiti, la Gimondi Bike e la Roc d’Azur.

Mi piace gareggiare con parterre importanti – afferma -, confrontarmi con le migliori atlete mi spinge a dare il meglio e mi permette di dimostrare qual è il mio valore di atleta”.